food trends 2015

food trends 2015

E’ appena iniziato e il 2015 si annuncia ricco di novità ( o presunte tali) in fatto di bevande, cibo e tendenze.

Kara Nielsen, direttore culinario dell’agenzia pubblicitaria Sterling Rice Group,  e Josh Schonwald, giornalista del Times, sembra abbiano le idee chiare sui food trends 2015

Vediamo le loro previsioni:

food trends – cibo e salute:

No OGM
Anche oltre oceano aumenta la tendenza nti OGM e anti sprechi: il cibo deve essere sostenibile e quanto più possibile a km 0.

Si ai grassi, con moderazione
Riammessi nella dieta grassi naturali e carne rossa, purchè all’interno di una dieta equilibrata e prodotti vicino a casa.

Zucchero alternativo
Sostituire lo zucchero normale con alternative light come lo zucchero di cocco.

food trends – bevande, cocktail e smoothies

Il brodo
rispolverato dalle ricette della nonna, è assurto a bevanda salutista. E nascono anche locali dedicati.

Il succo di baobab
La sua polpa, e quindi il succo, è ricca di fibre, vitamine, minerali e amminoacidi

Nitro caffé
È molto eccitante – a causa della caffeina – il Nitro caffé, una fredda di caffè azotato

Acqua di betulla (birch water)
Healthy drink: lo scorso anno è toccato all’acqua di cocco, il 2015 è ora dell’acqua di betulla. E sarà il nuovo

Birre alle erbe
Ora sono Gruit Ales, ovvero birre arricchite di erbe e miscele aromatiche

Cocktail
Giù la gradazione e si inseriscono erbe e prodotti dell’orto

Thè matcha
dimenticato il famoso the verde, è la polvere finissima del the giapponese Matcha a farla da padrone nel 2015

food trends – ingredienti e :

La verdura
Via libera alle verdure a km 0, ma attenzione anche ibrida, frutto di incroci tra verdure di diverso tipo:  cavoli, e cavolfiori.
Le Kalettes inglesi sono un incrocio tra cavolini di Bruxelles e cavoli ricci.

Piselli
Grande rivalutazione per i piselli, tra le fonti di proteine di origine vegetale.

I sali
Sale rosa dell’Himalaya, rosso o nero delle , il sale blu di Persia, ecc.
Scegliete voi il sale più giusto per ogni piatto.

Baccalà
le innumerevoli ricette per farlo ogni giorno in un modo diverso rendono il baccalà “ dell’anno” 2015.

‘Nduja
da delizia per pochi a prelibatezza globale: questo il futuro del prodotto calabrese

Insetti
Cavallette, farfalle, formiche e grilli, fonte di preziose proteine entreranno nella nostra dieta?
Non Italia per ora, dove non sono considerati prodotti edibili.

Cereali
Freekeh, Miglio, Amaranto, Kaniwa o Teff: saranno questi gli eredi del

Cucina etnica
E’ l’ora della cucina delle Filippine e dei cibi fermentati secondo lo stile della cucina coreana

Piatti a base di Marijuana
Anche questo in Italia ancora no, ma nei paesi dove è legalizzata, la marijuana sta entrando in numerose ricette. E’ aperta la sfida per sfruttarla al meglio

Pistacchi
non è una novità ma anche nel 2015 sarà la secca più quotata

Cibo fresco a domicilio
I signori dell’e-commerce, con Amazon in testa, stanno organizzandosi per effetture la consegna di cibi freschi in giornata. Staremo a vedere.

 





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il brodo perfetto ma mai con il dado

il brodo perfetto, ma non con il dado!

Il , rimasto un po’ da parte negli anni passati, è tornato alla ribalta in tutto il suo splendore ed è considerato uno dei cibi di tendenza per il 2015.
E’ addirittura salito ai vertici della classifica delle bibite salutistiche e depurative, e nel mondo stanno crescendo i locali specializzati nel brodo in tazza, come riporta anche il New York Times.

Tra i motivi di questa popolarità ci sono sicuramente l’idea che si tratti di un alimento naturale, salutare, che sia ricco di nutrienti, di vitamine e di minerali, che abbia un effetto rilassante, idratante e dimagrante perché porta una certa sensazione di sazietà, limitando così l’ingestione di ulteriore cibo.

Sai fare un brodo perfetto?

Vediamo da vicino le caratteristiche e le varietà, gli ingredienti, gli strumenti e i  per ottenere il brodo perfetto.

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pulire il forno a microonde senza detersivi

forno a microonde: come pulirlo senza detersivi

Non è esattamente un trucco “da ”, ma sono certo che, come è stato utile a me, potrà esserlo ad ognuno di voi.

Molti di voi lo sapranno già, ma vi quello che segue è un modo rapido e naturale per pulire il forno a microonde, senza utilizzare alcun detersivo.

Il procedimento è molto semplice e richiede poco più di 5 minuti:

Prendete un e spremetene il succo in un recipiente adatto all’utilizzo in forno a microonde.

Riempite il recipiente con dell’acqua ( 2 o 3 dita possono bastare), mettetelo nel forno a microonde e fatelo girare per un paio di minuti alla massima potenza.

Una volta terminato il tempo,  lasciate riposare con il forno a microonde chiuso ancora qualche minuto.

Estraete il recipiente e pulite il vostro forno a microonde con un panno umido o con della carta da :

gli acidi del limone evaporati con la bollitura del liquido avranno sciolto i grassi, permettendovi senza nessuna fatica di sgrassare e pulire a fondo l’interno del vostro forno a microonde, senza utilizzare prodotti chimici.





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cottura-verdure

mi cuoci le verdure?

Si fa presto a dire “cuoci le ”!

A seconda delle verdure che stiamo trattando dobbiamo attenerci ad alcune regole fondamentali per ottenere il meglio dal nostro prodotto.

Prima di tutto, ancor prima di scegliere il metodo di cottura, dobbiamo occuparci del colore: non vogliamo che le nostre verdure dai bellissimi colori sgargianti, assumano, dopo la cottura, un uniforme e triste colore marroncino, vero?

Vediamo le caratteristiche dei vari colori:

Verde
è dovuto alla presenza di clorofilla: si scurisce cuocendo acqua calcarea o in ambiente acido, mentre diviene brillante in presenza di rame o in ambiente alcalino.
Alcuni consigliano di aggiungere un po’ di bicarbonato nell’acqua di cottura, ma ammorbidisce la struttura, facendo perdere consistenza alla

Rosso
è dovuto alla presenza di antocianina, che reagisce positivamente all’ambiente acido, mentre si spegne e si opacizza in ambiente alcalino.
Quindi per mantenere vivo il rosso aggiungete o all’acqua di cottura

Bianco
è dato dai flavoni, che sono sensibile all’ossigeno dell’aria ed agli ambienti alcalini, e tende perciò a scurirsi.

Anche in questo caso per mantenere un bianco brillante aggiungete aceto o limone all’acqua di cottura.

Giallo/Arancio
è dovuto ai caroteni, che essendo pigmenti stabili, non cambiano colore in modo significativo.

Scopri ora i metodi di cottura!

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cavolo

Il cavolo, tipologie e varietà

Il , in tutte le sue varietà, è una delle fondamentali per la nostra alimentazione, principe delle verdure invernali
E’ ricco di ferro, di fibre, di acidi grassi ed , di calcio, di vitamina A e C, di carotenoidi e flavonoidi, che ne fanno un potente antinfiammatorio, antitumorale, antiossidante.

Della famiglia del cavolo fanno parte:

  • GIGANTE DI NAPOLI – fiore grande di colore bianco
  • ROMANESCO – fiore di colore giallo verde brillante fatto da tanti piccoli coni appuntiti.
  • VERDE – fiore formato da piccole rosette coniche giallo-verdognole
  • VIOLETTO DI SICILIA – fiore lilla/violetto dal grande effetto coreografico
  • PALLA DI NEVE – fiore bianco

Cavolo Verza

foglie verdi bollose che vanno a formare una palla compatta.

  • SAVOY KING – foglie verde scuro, bollose
  • CRESPO – foglie verde intenso, molto bollose
  • D’ASTI – foglie compatte di colore chiaro
  • PIACENTINO – foglie verde scuro

Cavolo Nero

tipicamente toscano e salentino, viene detto anche cavolo riccio.

Cavolo Cinese

importato dalla Cina ha foglie bollose e croccanti.

Cavolo Cappuccio

di grandi dimensioni, comprese tra  1 e 8 Kg, ideale per la preparazione dei crauti

  • TONDO BIANCO – testa tonda regolare molto compatta con foglie chiare
  • TONDO ROSSO – forma sferica regolare molto compatta con foglie rosse
  • CUORE DI – forma conica con parte interna molto compatta e croccante di colore verde grigiastro

simile al cavolfiore, e formato da uno o piu’ fiori (in alcuni casi più rami) di colore verde scuro

Cavolo rapa

si presenta con un fusto di forma arrotondata su cui sono inserite le foglie.

grosse gemme che crescono lungo il fusto della pianta

infiorescenze della pianta che vengono colte con parte delle foglie apicali.

  • BARESE, l’ingrediente principale delle orecchiette con cime di rapa, possono essere lessate o cotte direttamente in padella
  • NAPOLETANA (Friarielli), saltati direttamente in padella con aglio e olio costituiscono il contorno principe invernale della cucina napoletana serviti con la salsiccia
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carciofo

Carciofi…inermi o spinosi?

Tra le verdure invernali più interessanti troviamo senza dubbio i .

I carciofi sono una vera manna per il nostro organismo: hanno pochissime calorie, molte fibre, ed una buona quantità di calcio, fosforo, magnesio, ferro e potassio.
Sono diuretici, abbassano il colesterolo, aiutano nella cura di diabete, ipertensione, sovrappeso e cellulite.

Hanno una elevata capacità disintossicante, per la capacità di stimolare il , sono in grado calmare la tosse e contribuire alla purificazione del sangue, fortificare il cuore, sciogliere i calcoli.

Si suddividono in “Carciofi inermi“, cioè senza spine, e “Carciofi spinosi”.

Vediamo le varietà che fanno parte delle due categorie:

Carciofi Inermi (senza spine)

  • Romanesco di Ladispoli
    senza spine, è il romanesco per eccellenza
  • Carciofo di Cupello
    originario della zona di Chieti.
  • Violetto di Castellammare
    di colore rosso violetto si distingue per la tecnica di coltura: le prime infiorescenze vengono protette da coppette di terracotta perchè il sole non le rovini
  • Bianco di Pertosa
    anche lui di origine campana, di colore molto tenue quasi argenteo, è molto tenero e quindi ottimo da consumarsi crudo
  • Violetto di Sant’Erasmo
    varietà molto tenera proveniente dall’omonima isola vicina a Venezia
  • Mammola Verde
    sferico, grosso, particolarmente morbido e privo di spine con foglie verde-viola. Perfetto ripieno o “alla giudia”
  • Carciofo di Paestum IGP
    detto anche “Tondo”, è caratterizzato dalla tenerezza delle foglie e dalla totale assenza di spine. Ottimo ripieno con la
  • Carciofo di Perinaldo (carciofo di Provenza)
    il carciofo ligure per eccellenza, dove si narra sia stato portato da Napoleone dalla Provenza, durante  l a sua campagna d’Italia alla fine del ‘700.
  • Violetto di Sicilia
    ottimo alla brace o ripieno, si trova in innumerevoli varietà: Gagliardo, Niscemese, Siracusano, Liscio di Sicila, Carciofo di Lentini o violetto della Val di Noto

Carciofi Spinosi

  • Spinoso di Menfi (spinello)
    di origine Siciliana ha foglie sfumate dal violetto al verde e grosse spine dorate. Adatto alla cottura alla brace ed alle conserve sott’olio.
  • Spinoso di Sardegna
    forse il più facile da trovare nei mercati del nord italia, si contraddistingue per la profumazione intensa di cardo, il fogliame carnoso e tenero, il gusto corposo con il giusto equilibrio tra dolciastro e amarognolo.
  • Spinoso di Albenga
    lo stesso cultivar del precedente ma coltivato in Liguria
  • Veneto di Chioggia
    di colore chiaro ed è ottimo fritto, lesso o saltato in padella.
  • Violetto di Toscana e della Val di Cornia
    di forma ovoidale presenta foglie molto scure all’esterno e quasi bianche all’interno. è ottimo cotto, trifolato, in umido o stufato intero
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verdure di stagione

Verdure invernali

Delle qualità delle , e della necessità di consumare possibilmente solo verdure di stagione, ho parlato in questo articolo.

Adesso è giunto il momento di parlare delle verdure invernali: la prima impressione è che non ce ne sia una varietà così ampia come d’estate, ma questo non è vero e ve lo dimostro:

Le principali verdure invernali sono:

  1. ricchi di vitamine (A, B1, B2, B9 e C) e di preziosi minerali, come fosforo, calcio, ferro, potassio e magnesio.
    Della famiglia dei cavoli fanno parte innumerevoli qualità, ciascuna con caratteristiche organolettiche differenti.

    Se vuoi conoscere le varietà di cavolo che puoi trovare, vai a questo articolo.

  2. ricchi di fibre, favoriscono la digestione e la secrezione biliare, hanno proprietà depurative e disintossicanti ed abbassano i livelli di colesterolo.

    Ne esistono molte varietà che vengono classificate secondo diversi criteri tra cui:

    • presenza e sviluppo delle spine (inerme / spinoso)
    • in base al colore del capolino (violetto / verde)
    • stagionalità (autunnali / rifiorenti / primaverili)

    Se vuoi saperne di più sui , vai a questo articolo

  3. Finocchio

    originario dell’ Europa meridionale, era conosciuto dai greci e romani soprattutto come pianta medicinale e come tale utilizzata fino al 1600. Le proprietà medicinali sono legate soprattutto alle radici ed ai semi: ha grandi proprietà digestive e diuretiche  e per questo è diventato il principe delle tisane, ottime per chi soffre di intestino irritabile, per facilitare la digestione e per eliminare i gonfiori. Ha inoltre proprietà espettoranti e può essere utilizzato contro il mal di gola.

  4. e Rapa

    composta per circa il 90% da acqua, contiene proteine, glucidi, fibra alimentare, vitamine e sali minerali quali il sodio, il potassio, il ferro, il calcio ed il fosforo.
    Tra le vitamine annoveriamo la vitamina B1, la B2, la B3, tracce di vitamina A e in ultimo la vitamina C. Il caratteristico colore rosso  è dovuto alla presenza di un vero e proprio colorante naturale, l’E 162, che viene utilizzato nell’industria alimentare per migliorare l’aspetto di altri alimenti.
    Citiamo alcune varietà:

    • tonda di Bassano
    • nera piatta d’Egitto,
    • rossa di Chioggia,
    • lunga liscia
    • indiana
    • albina vereduna.
  5. Cardo

    è una pianta molto antica: i primi riferimenti certi sono stati trovati nella civiltà Egizia; ma prima ancora sembra che fosse usato in Etiopia. Di forma simile al sedano, appartiene alla stessa famiglia dei carciofi.
    La parte commestibile del cardo è il gambo, che ha un gusto simile a quello del carciofo, con sfumature che ricordano vagamente il sedano.
    Ha pochissime calorie e un indice di sazietà piuttosto alto.
    I gambi devono essere bianchi e compatti e non presentare tracce di colore verde, altrimenti saranno duri e amari.

  6. sono alimenti poco calorici e quasi senza grassi, molto ricche di fibre, alfacarotene. betacarotene, sali minerali (potassio, ferro, calcio, fosforo, sodio, rame e magnesio) e vitamine (C, D, E,  B2 e B6)
    Ne esistono diverse varietà:

    • arancione
    • rossa
    • bianca
    • gialla
    • nera
  7. Catalogna

    è una varietà di cicoria tipica dell’Italia, molto diffusa soprattutto nel Lazio, in Veneto e in Puglia. .
    Le puntarelle della cicoria catalogna, particolarmente tenere, si mangiano solitamente crude, in insalata o pinzimonio, e sono un piatto tipico di Roma e del Lazio.
    Ricca di sali minerali e vitamine, contiene, vitamina A, vitamina C, calcio, potassio e fosforo. Ha un’azione diuretica e un potere calorico piuttosto limitato, esercita un’azione lassativa e aiuta la digestione.

  8. Cicoria

    secondo una credenza popolare la cicoria, soprattutto quella selvatica, sarebbe in grado di risvegliare l’eros. Sarebbe, infatti, un vasodilatatore naturale, capace di aumentare l’afflusso di sangue agli organi sessuali maschili.
    Certamente stimola la concentrazione, aiuta a combattere la sonnolenza, ha potere lassativo, stimola l’attività di pancreas e .

A questa lista bisogna ancora aggiungere alcune verdure che, pur non essendo tipicamente ed esclusivamente invernali, possono essere coltivate, e quindi mangiate, durante la stagione fredda:

  • Patata

  • Porro

  • Vari tipi di insalata

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verdure

Verdure di stagione: quali scegliere

Con il termine  ci si riferisce alle diverse parti dei vegetali utilizzati nell’alimentazione umana, e comprende sia quelli coltivati (ortaggi) che quelli selvatici.

L’importanza della verdura nella dieta è ben nota: grazie alla sua composizione, costituita per più del 75% da acqua ed essendo molto ricche di fibra, favorisce il transito intestinale e contribuisce a prevenire molte malattie a carico dell’apparato gastrointestinale, favorisce la diuresi e mantiene efficienti fegato e bile.

Le stesse fibre conferiscono loro un elevato potere saziante, che, unito al basso livello calorico, ne fanno un valido aiuto nelle diete dimagranti.

Ecco perché dietologi e nutrizionisti ne consigliano un consumo abbondante ( fino a 5 porzioni al giorno).

In base alle caratteristiche si suole distinguerli in 8 categorie:

– da frutto: cetrioli, zucchine, zucche, peperoni, , pomodori;

– da fiore: , cavolfiori, , asparagi;

– da seme: legumi;

– da foglia: lattuga, radicchio, indivia, borragine, spinaci, cavoli, bietole;

– da fusto: , finocchi, cardo;

– da radice: ravanelli, , barbabietole, ;

– da tubero: , topinambur;

– da bulbo: cipolle, aglio, scalogno, porri.

A seconda del colore o della forma poi, cambia l’apporto di vitamine e minerali:

  • le verdure di colore verde sono ricche di vitamina A, C, K, acido folico e riboflavina;
  • le verdure giallo-arancio sono invece ricche di beta-carotene
  • le verdure a foglia apportano un elevato quantitativo di calcio, ferromanganese, rame, zinco

Per sfruttare a meglio le potenzialità della verdura, è meglio mangiare solamente verdure di stagione, evitando di farsi indurre in tentazione dai banchi dei supermercati, che propongono ormai quasi tutti i tipi di verdura durante l’intero corso dell’anno.

E allora la domanda sorge spontanea: “quali sono le verdure di stagione”?

L’estate, lo sappiamo bene, offre una grandissima varietà di verdure ed è sicuramente più facile mangiarne in quantità.

Ma anche in inverno la nostra dieta può essere varia e gustosa, perché i frutti e gli ortaggi nella stagione fredda sono molti e davvero gustosi.

 Scopri subito quali sono le verdure di stagione che puoi trovare d’inverno….

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chef italiani 2015: la classifica delle classifiche!

Ormai sono uscite tutte le tre guide che definiscono quali sono i , e quindi gli , migliori d’Italia per l’anno 2015.
, e  , ciascuno con le proprie ragioni e secondo i propri criteri, hanno assegnato i punteggi e redatto la classifica.

Ma cosa succederebbe se sommassimo i punteggi attribuiti a ciascun dalle tre guide?

“il Giornale” lo ha fatto: prendendo come unità di misura i centisimi utilizzati dalla guida del Gambero Rosso, hatrasformato  i voti delle altre due Guide (l’Espresso li esprime in ventesimi e La Guida Michelin in ) per poterli confrontare e sommare.

Ne ha ricavato così la

“classifiche delle classifiche degli chef italiani 2015″

, che vede:

1. l’Osteria Francescana di Modena di Massimo Bottura

2. La Pergola (Hotel Rome Cavalieri) di Heinz

3. Le Calandre di Massimiliano .

Nell’immagine la classifica completa:

chef italiani 2105: la classifica delle classifiche

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la cena di natal - i racconti di acquolina

La cena di Natal – i racconti di acquolina

Cadeva nel piatto a suon di coltellate. I camerieri erano veloci e abili a smistare la carne, infilzata allo spiedino in acciaio. Pareva aggrappata a quel bastone  quasi come se volesse difendersi dalla furia della .

<Basta non ne posso più>, disse Ilaria. <Salsicce, , tacchino, costine e capocollo di maiale, , picanha, manzo, filetto e controfiletto, forse anche spinacione di manzo… Ma non ne avete fin sopra le orecchie, voi?>.

<Rilassati, è l’ultima sera, domani prendiamo l’aereo e non mangiamo… Ci dormiamo la Recife-Milano… Tutta la tratta>, rispose Marco.

Io non partecipavo alla conversazione. Mi godevo l’ultima razione di caldo tropicale e l’estrema libido da churrasqueria.

Avevamo scelto la più rinomata di Natal, capitale del Rio Grande do Norte. Si trovava sulla passeggiata di Punta Negra, nota agli italiani come “Puta negra”.

Era un posto incantevole, giocato tra mare, dune di sabbia, palme e puttane. Punta Negra era il paradiso del turista sessuale e dei mangioni e beoni, come eravamo noi.

I tavoli del erano su di una terrazza al primo piano, poco sotto  le stelle. Le tovaglie di carta erano mosse da una leggera brezza.

L’odore di carne, bruciata sulla griglia, si mischiava a quello del vino, che precipitava copioso nei bicchieri; e a quello dello iodio.  Le onde alte dell’oceano, sbattute sulla battigia, sprigionava maestosi vapori.

Stella era indignata. Non vedeva che giovani mulatte, accompagnate da uomini, in prevalenza anziani ed europei.

<Roba da denuncia al tribunale dei minori>, ripeteva sottovoce. Lo faceva in continuazione, quasi come se stesse recitando un mantra.

Io mi rilassavo a sorsi di “Quinta do Seival Casta Portuguesas Safra”, annata 2011. Era un corposo, adatto all’invecchiamento. Di sicuro era indicato per le carni alla griglia. Ma era decisamente poco adatto per quelle latitudini.

Bevevo e sudavo. Il mio palato era al settimo cielo. Mi beavo del mio sudore, come facevo alla fine di una partita di calcetto giocata bene e dando il massimo.

Di tutto quell’inganno, m’importava poco. <Son donne locali che prendono in giro uomini stranieri o donne povere, sfruttate da ricchi europei?>, m’interrogavo in silenzio.

<In ogni caso, non possiamo mica mettere un tutor al locale, che impedisca quello che sta capitando… Ognuno risponde alla propria coscienza.. Mica sono minorenni queste ragazze!>.

<Dai, non vedi che c’è anche gente normale? Giovani con giovani>, dissi a Stella per tranquillizzarla. Feci cenno al tavolo accanto al nostro. Era praticamente attaccato, come un asciugamano steso su di una spiaggia troppo affollata.

Un ragazzo italiano, giovane, carino e alla moda, banchettava con una mulatta. Anche lei era in tiro… Cioè, era abbastanza ben vestita.

Il mio sguardo non sfuggì al giovane.

<Ciao, sono Francesco.. Vengo qui da almeno 10 anni, tutte le estati…>.

Questo Francesco attaccò un bottone incredibile. Era di Brescia, era laureato in economia e commercio e lavorava a Milano in banca. Amava il , almeno quanto se stesso.

La mulatta era seduta di fronte a lui, ma praticamente anche di fronte a me.

<A Punta Negra? Non veniamo mai… Questo è un posto malfamato>, disse, senza che gli chiedessimo nulla.

<Lei? Non è una prostituta… Per convincere i suoi genitori a portala fuori a cena, ci ho impiegato tre settimane. Siamo fidanzati ufficiali>.

Il bresciano incominciava a molestarmi. Non lo digerivo. Perché doveva raccontarmi gli affari suoi, così? Perché non mi diceva invece che cosa faceva tutti i giorni, quali spiagge frequentava e quali erano i posti della città più belli?

Stella era ancora più imbarazzata. Io osservavo Francesco. Portava una camicia azzurra a maniche lunghe, risvoltate fino al gomito. I suoi jeans erano blu scuro, praticamente, appena usciti dal negozio. Vestiva come facevo io per andare al lavoro. In quella vacanza non mi ero portato nemmeno un paio di calzoni lunghi, tanto meno delle camicie.

Era davvero un bel tipo. <Peccato l’atteggiamento>, pensai.

Poi, presi in mano il bicchiere e sorseggiai l’ennesimo giro di “Quinta do Seival Casta Portuguesas Safra” annata 2011. Era proprio buono.

Stella incominciò a parlare con Francesco. Poi, nella conversazione, s’inserirono anche Marco e Ilaria.

Gli raccontarono del nostro giro in Brasile… Eravamo stati prima a Rio, poi a Manaus in Amazzonia, poi a Salvador, per chiudere con qualche giorno di riposo al mare, lì a Natal.

Francesco pareva non conoscere nulla al di fuori di Natal. Sospettai fosse anche tossico. Il nostro volo d’andata era pieno di ragazzi esuberanti. Alcuni dicevano apertamente che nel Nord Est si andava <solo per la fica e per la bamba>, cioè la cocaina a basso costo.

Quei discorsi mi mettevano tristezza. Pensavo agli emigrati piemontesi dei primi del Novecento, approdati, tra mille peripezie, in Sudamerica per cercare di costruire qualcosa, per farsi una vita.

Adesso i loro bis-nipoti, tornavano per distruggersi l’esistenza.

Volli scacciare quelle riflessioni. Era l’ultima sera e non avevo voglia di tristezza.

Mi versai ancora del vino e presi parte alla conversazione con Francesco.

Pian piano stava diventando divertente, anche se le sue confessioni intime e non dovute, mi lasciavano perplesso.

<Questa è una cassaforte, non me l’ha ancora data… Non ho ancora trovato la combinazione>, disse rivolgendo la sguardo alla sua compagna mulatta.

<Ma perché vuol farci credere che sia una santa?>, mi domandò Stella, sottovoce.

<Boh! Forse ha sentito i tuoi discorsi da moralista di prima…>, azzardai.

La mulatta se ne stava zitta. Era impassibile. Per lei era naturale che nessuno le rivolgesse la parola o cercasse almeno di tradurle le nostre conversazioni.

Improvvisamente, qualcosa mi solleticò la caviglia. Non ebbi il tempo di chiedermi che cosa fosse, che il solletico aveva già raggiunto il ginocchio, dopo aver massaggiato il polpaccio.

Era il piede della mulatta. Era morbido, delicato. Era sensuale.

Guardai Francesco imbarazzato. Ero quasi spaventato… <Guarda che non ho fatto niente>, avrei voluto dirgli. Ma lui proseguiva a osannare la sua madonna caffelatte.

Non si era accorto di nulla.

Allora, guardai in faccia la mulatta, della quale, per altro Francesco, in tutta la sera, non ci rivelò mai il nome. Lei rispose con un occhiolino, alzando poi le pupille al cielo.

Io, al cielo alzai proprio la testa. C’erano così tante stelle che parevano polvere fosforescente. <Dio ha appena svuotato il suo Dyson DC 62, digital slim, onnipotente e maestoso>, pensai. <Chissà quanti pavimenti e in quali galassie ha aspirato, per uno spettacolo simile!>.

Decisi di rimanere indifferente. Era possibile? Nessuno si accorgeva di cosa stesse avvenendo.

Francesco raccontava, serafico.

Stella obiettava, stizzita.

Marco annuiva, servizievole.

Io bevevo vino, impassibile.

E lei? La mulatta? Proseguì il gioco di seduzione. Oltre a lanciarmi occhiate, iniziò a mostrare la punta della lingua, con discrezione. Poi, tornò a farmi piedino.

<Ci amiamo proprio tanto!>, affermò ancora Francesco per l’ennesima volta.

<Ma di chi parli?>, chiesi con un tono quasi incazzato.

<Perdonalo, siamo alla terza bottiglia, in quattro… Non ci sta più troppo dentro>, prese le mie difese, Stella.

<…E meno male che qualcuno ha capito!>, urlai.

Poi, ordinai la quinta bottiglia e offrii un bicchiere di “Quinta do Seival Casta Portuguesas Safra”, annata 2011, a Francesco. Volevo farmi perdonare la scenata e forse anche l’atteggiamento della sua compagna.

<Al vostro amore!>, brindai.

Ci alzammo tutti in piedi. La fidanzata di Francesco portava una minigonna molto attillata. Era una donna bella e dalle forme perfette.

Al posto di un classico cincin, la mulatta strusciò il vetro del suo bicchiere, con quello del mio. Fu come ricevere una carezza.

Andammo avanti a parlare e a bere ancora a lungo. Poi, la coppia se ne andò. Capitò all’improvviso, o almeno così a me parve…

<Ma Francesco sarà davvero felice, come dice di essere?>,chiesi ad alta voce, subito dopo.

<Perché non dovrebbe… Ti assicuro che non si è davvero accorto di nulla>, osservò Stella.

<E lei?>.

<Lei? Lei vuole solo sopravvivere>.

Stella aveva capito tutto. Rispetto a inizio serata, pareva fosse passata un’era geologica.

Poi, proseguimmo nelle ironie di quella strana cena. <Da farci un film… Farebbe concorrenza a “La cena dei cretini”… avete presente quel film francese con François Pignon?>, disse ancora Stella.

<Già, lo potremmo intitolare “La cena di Natal”, ma visto che sarei io il protagonista, lo renderei ancora più piccante>, risposi.

<Sei il solito porco! E poi tutti lo prenderebbero per un cine panettone!>, ringhiò Stella.

Ilaria fece notare che sul muretto c’erano due gechi. Erano uno sopra l’altro.

Facevano l’amore.

<Ecco cosa sono andati a fare Francesco e la sua mulatta. Ecco perché sono volati via di fretta>, pensai ad alta voce.

<Beato lui… anzi beati loro>, intervenne Marco.

Già… chi era beato?

Proprio non riuscivo a capirlo. Ero io, lì a mangiare e bere con gli amici, ma senza una fidanzata e senza il coraggio di averne una; o lui, Francesco, che più o meno era messo come me, ma almeno aveva trovato una via per sentirsi amato?

Sulla tavola, i camerieri avevano portato via tutto tranne i bicchieri. Il mio era ancora mezzo pieno di “Quinta do Seival Casta Portuguesas Safra”, annata 2011. Quello di Francesco era vuoto.

Prima di andarsene, se l’era scolato tutto.

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ristorante giapponese sashimi

ristorante giapponese Sashimi – Torino

Di solito al giapponese, ci sia alza da tavola con l’acquolina in bocca e la voglia di sgranocchiare ancora qualcosa.

Non capita al , forse anche perché è gestito da cinesi.
Con la formula “all you can eat”, a 22,50 euro,  ci si toglie la voglia  di crudo per un bel pezzo.

L’unico rischio è ordinare troppo e rimanere poi soffocati nella frittura del tempura.

Il è discreto, più che buono se si considera il rapporto qualità/prezzo.

Un suggerimento: alla formula “all you can eat” si dovrebbe associare anche la “all you can drink”. Infatti, tanto mette anche più sete!

 

Sashimi – ristorante giapponese

Corso Casale, 127
10132 Torino
Telefono:011 819 8188

www.restaurantsashimi.it

le recensioni su tripadvisor

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le stelle michelin 2015

Le stelle Michelin 2015: ecco chi sale e chi scende

332 stellati, di cui 285 con una stella, 39 con due e 8 con tre stelle michelin: questo il verdetto della sessantesima edizione della , svelato ieri da Michael Ellis, direttore Michelin Europa, presso l’Hotel Principe di Savoia di Milano.

La contabilità delle novità contempla il riconoscimento delle due stelle a Il Piccolo Principe di Viareggio e la Taverna Estia di Brusciano, e ben 27 nuove stelle, tra cui spiccano quella a Matteo Baronetto, storico secondo di Carlo Cracco, del del Cambio di Torino, all’ Iyo, ristorante giapponese di riferimento a Milano e alla Macelleria Damini di Arzignano.

Il panorama stellato italiano a questo punto vede in testa la regione Lombardia, con 58 stelle (2 tre stelle, 6 due stelle, 50 una stella), seguita dal con 39  (1 tre stelle, 5 due stelle, 33 una stella), Campania con 35, Veneto e Toscana con 30.

Occorre registrare anche qualche caduta: perde tutte e due le stelle il Rigoletto di Reggiolo, mentre scendono da due a una Il Desco di Verona e Il Pellicano di Porto Ercole.

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