arrosto di capocollo alla senape

giovedi nella vetrina del mio macellaio faceva bella mostra di se un fantastico maiale da 210 kg appena macellato. Non ho resistito ed ho subito comprato un bel pezzo di capocollo con l’osso (la parte terminale verso le braciole). Studiando come cucinarlo per tirarne fuori il meglio, mi è venuta in mente questa ricetta che ha il suo punto di forza nella cottura dolce, che permette al grasso di penetrare lentamente nelle fibre della carne rendendola morbidissima.

capocollo 1kg
senape antica 2 cucchiai
senape gialla 1 cucchiaio
scalogno 2
lime 1
olio extravergine di oliva
sale
pepe

tagliare gli scalogni a fette sottili, unire i due tipi di senape, il succo del lime, e qualche strisciolina di scorza, accuramente privata della parte bianca ed un filo di olio extravergine di oliva. Amalgamare accuratamente gli ingredienti e spalmare con il composto ottenuto il pezzo di carne. Mettere il tutto in un contenitore e lasciare marinare in frigorifero per un paio d’ore.
Tirare fuori la carne, ripulirla della marinata che andrà raccolta in una teglia da forno. Deporvi la carne, condirla con un filo di olio e coprire con un foglio di carta stagnola.
Fare couocere dolcemente in forno a 130° per 3 ore e 1/2.
Al termine recuperare il sugo in una ciotola e passarlo al mixer per ottenere un salsa omogenea e tenerla in caldo.
Passare la carne in forno per 1/2 ora a 180°, affettarla e nappare le fette ottenute con la salsa.

Il Gran Bollito Misto

Arriva il freddo ed è ora del piatto principe della gastronomia piemontese.
Alcuni amici mi hanno chiesto di prepararlo per sabato prossimo e, mentre preparavo la lista per fare l’ordine dal macellaio, mi è venuta la curiosità di confrontare le mie conoscenze e convinzioni in fatto di tagli da utilizzare con qualche “codifica ufficiale”.
E’ cosi che ho trovato la ricetta che vi riporto, che è quella originale dell’Accademia Italiana della Cucina, chiamata del Grande Bollito Storico Risorgimentale Piemontese (quello di Vittorio Emanuele II, per intenderci). Buon appetito!!!

Il Bollito si compone di 7 Tagli: groppa o capocollo o tenerone, gamba o stinco, pancia o scaramella o biancostato o grasso- magro, culatta, cappello da prete o «arrosto della vena» o sottopaletta, punta col suo fiocco, infine la Rolata «copertina di petto arrotolata e legata su un ripieno di lardo o prosciutto, salame cotto, due uova e una carota intere, erbe aromatiche e pepe, che viene poi tagliata a fette». In pentole diverse si cuociono invece i 7 ammennicoli od ornamenti – che sono pure carne, anzi sono loro che fanno il vero Bollito tipico – vale a dire la Testina «completa di musetto, orecchio ed occhio, bocconi del buongustaio», la Lingua, lo Zampino, la Coda «è buonissima, inoltre fa il brodo gustoso e perfetto», la Gallina, il Cotechino e la Lonza «una copertina di petto grassa arrotolata sui suoi aromi, e arrostita a fuoco forte, unico pezzo arrosto che fa parte del Bollito!».

Dopo appena qualche pezzo di cacciatorino per far la bocca al primo Barbera, si serve il gigantesco Bollito caldo e fumante, distribuito in 14 pezzi per ciascun commensale, completato con i suoi 7 bagnetti e 7 contorni.
Sul tavolo, grosso pane di campagna a fette, e sale grosso che va sparso nel piatto sui tocchi di carne calda, ripulendoli poi col coltello.

Unico vino ammesso: Il Barbera.

7 tagli di polpa:

Tenerone (dal collo o coppa)
Scaramella (pancia e costato)
Muscolo di coscia
Muscoletto (stinco)
Spalla
Fiocco di punta
Cappello del prete (sottopaletta)

7 ammennicoli:

Lingua
Testina con musetto
Coda
Zampino
Gallina
Cotechino
Rollata

7 salse:

Verde Rustico
Verde ricco
Rosso
Cren
Mostarda
Cugna
Salsa al miele (d’avìe)

7 contorni:

Patate lesse
Spinaci al burro
Funghi trifolati
Cipolle
Carote
Sedano
Lenticchie

Patè di fegato con mele e calvados

fegato di vitello 400 gr
fegatini di pollo
200 gr
burro
300 gr
mele
250 gr
calvados 4 cucchiai
zucchero
50 gr
panna 2 cucchiai
scalogno 2
nocciole 50 gr
limone 1
alloro
ginepro
pepe
sale

Tagliare finemente gli scalogni e metterli sul fuoco in un filo d’olio extra verfine di oliva. Aggiungere i due tipi di fegato tagliato grossolanamente a pezzi, unendo una manciatina di bacche di ginepro, un paio di foglie di alloro e qualche grano di pepe. Rosolare a fuoco vivace per qualche minuto, poi fiammeggiare con metà del Calvados e lasciare cuocere qualche minuto per far evaporare l’alcol, amalgamando con i due cucchiai di panna. Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare. Togliere le foglie di alloro e frullare il composto insieme a a 250 gr di burro ammorbidito a temperatura ambiente.
A parte rosolare le mele, tagliate a cubetti e immerse per un momento nel succo di limone, con lo zucchere ed il burro ed il Calvados rimasti.

Foderare degli stampini con la pellicola e riempirli con il composto di fegato e le mele a strati alternati, spolverizzando con le nocciole tritate.

Lasciare riposare in frigorifero almeno 1 ora.

Per servirli, sformare delicatamente su rondelle di pane nero.